Chi sono

renato gaiotti 01Sono nato a Hurlingham (Argentina), cittadina a 25 km da Buenos Aires, il 19 gennaio 1960 da padre Italiano e madre Argentina. Giovanissimo, approdo in Italia a seguito di un trasferimento lavorativo di mio padre nella città di Como, dove da allora stabilisco la mia residenza e l’attività lavorativa.

 

Attività sportiva da ragazzo

Ho iniziato a praticare il calcio all’età di otto anni, facendo un percorso agonistico che partendo dai giovanissimi mi ha permesso di arrivare fino alla prima categoria. Ho deciso di smettere con il calcio a circa 24 anni per dedicarmi totalmente al tennis. Pur giocando a tennis dall’età di 12 anni, non avevo mai maturato la decisione di abbandonare il calcio, quindi per un certo periodo della mia giovinezza mi dedicavo al calcio, sport di squadra, e al tennis, sport individuale, entrambi a livello agonistico. Con il calcio partecipavo al campionato con la mia squadra, con il tennis svolgevo da solo le competizioni iscrivendomi ai vari tornei. Non nascondo che ho incontrato molte difficoltà nel passaggio dallo sport di squadra allo sport individuale; per quanto riguarda il tennis mi dicevano che avevo un buon potenziale, che tuttavia, durante le gare, non riuscivo a gestire, sentivo che malgrado il grande impegno, mancasse qualcosa per fare il salto di qualità.
Ho capito, con l’esperienza, che l’aspetto mentale nel tennis era ed è la cosa più importante, e nessuno mai me ne aveva neanche lontanamente parlato. Nel tempo questo è stato uno dei motivi fondamentali che mi ha spinto ad intraprendere un percorso legato alla psicologia dello sport. Un altro piacevole ricordo sportivo riguarda anche un altro sport che ho praticato dopo i 25 anni con grande soddisfazione: l’equitazione. Il salto ostacoli e, più in generale, l'andare a cavallo, mi ha avvicinato alla mia terra d’origine.

 

Scelte dopo gli studi

Dopo aver concluso il percorso scolastico che mi ha portato alla maturità, la prima esperienza lavorativa ebbe inizio presso un’azienda Tedesca nell’ambito dell’ufficio vendite.
Sono poi passato a lavorare nell’azienda di famiglia nell’area commerciale relativa all’import/export di prodotti agricoli.
Nel cuore però c’era solo un’idea quella di lavorare nello sport come allenatore di tennis.
Per perseguire questo obiettivo ho lasciato l’azienda di famiglia e ho iniziato a fare il tassista. Con questa occupazione avevo occasione di impiegare lo spazio pomeridiano per svolgere la professione di allenatore di tennis nel settore giovanile. La scelta poi è stata totale e quindi mi sono dedicato solo alla professione di allenatore.
Da quel momento è iniziato un percorso formativo iniziato con la lega tennis UISP a Milano con Giacomo Paleni e a Perugia con Alberto Castellani con la F.I.T. Federazione Italiana Tennis a Roma dove ho conseguito il titolo di Maestro Nazionale. Lavorando anche in Svizzera con JTG Tennis Academy ho svolto la formazione con Swisstennis conseguendo il titolo di Professore di tennis con brevetto federale e Allenatore competizione B con la F.I.S.D.  ( Federazione Italiana Sport Disabili (attuale C.I.P. Comitati Italiano Paralimpico) Istruttore di tennis per quanto riguarda il progetto legato all’allenamento degli atleti su sedia a rotelle.

renato gaiotti 02

renato gaiotti 03 
DAVIS CUP TEAM SUISSE TENNIS

 

Terra di origine

Ritornando al mio luogo di nascita, la considerazione è che il popolo argentino nella sua storia passata e presente ha dovuto vivere in condizioni di lotta. Le grosse difficoltà politiche e socio-economiche hanno rappresentato negli ultimi trenta anni l’aspetto rilevante delle giovani generazioni argentine.
Gli sportivi argentini non fanno eccezione e queste condizioni ambientali hanno fatto si che sviluppassero una mentalità di grandi lottatori, in tutti gli sport.
Nel tennis si possono citare: Vilas, Perez Roldan, Coria, Nalbandian, Canas, Chela, Gaudio e tanti altri giovani emergenti.
Lo stesso approccio è anche quello degli allenatori, che fanno della lotta e delle psicologia due aspetti fondamentali. Ricordiamo due nomi: uno del passato, Helenio Herrera, l’altro del presente, Julio Velasco. Esempi di applicazione psicologica allo sport, pur non essendo degli psicologi, entrambi con risultati eccellenti.
Ho citato queste due figure sportive perché, non lo nascondo, hanno ispirato molto il mio modo di vedere e immaginare lo sport. Nella mia vita da sportivo, prima nel calcio, poi nel tennis, credo di essere stato condizionato parecchio dagli stati mentali, in particolare nella gestione dell’ansia da stress di prestazione.

helenio herrera

hulio velasco

 

Impossibile e' solo una parola pronunciata da piccoli uomini che trovano piu' facile vivere nel mondo che ci e' stato dato piuttosto che cercare di cambiarlo. Impossibile non e' un fatto, e' un'opinione. Impossibile non e' una regola, e' una sfida. Impossibile non e' per sempre. Impossible is nothing. ~ Muhammed Ali

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